Il lago Santo ed il Monte Giovo

da Modena prendere la Statale per l`Abetone e proseguire oltre Pavullo nel Frignano fino a Pievepelago. Da lì, facendo molta attenzione alle indicazioni, occorre dapprima individuare poco oltre Pievepelago la Statale verso il Passo delle Radici, e percorrendola per un po`, occorre presto individuare la strada per il lago.
Lago santo ghiacciato in febbraio
Il Lago non è solo meta per amanti della scampagnata e del pranzo all`aria aperta, ma anche punto di partenza per salire al Monte Giovo (m. 1991) e per percorrere un tratto di crinale. Ma per farlo è molto importante non soffrire di vertigini e avere esperienza in quanto vi è anche qualche tratto molto eposto e un tratto in verticale. Per informazioni dettagliate consultare una delle guide in commercio.
Una meta meno impegnativa è raggiungere il Lago Baccio, un po` più in alto in direzione Sud. Da lì, sempre per chi ama i crinali e le cime è possibile poi salire sul Monte Rondinaio (m. 1976).
A parte un breve sentiero che collega al parcheggio, al lago Santo si arriva in auto; da qui uno dei possibili
percorsi si orienta verso il monte Giovo, che dalle rive del lago appare come una massiccia parete, livellata sull`alto.
S`immagina pertanto che, una volta arrivati in vetta, non si possano presentare delle difficoltà:
ma in montagna bisogna imparare a non lasciarsi ingannare dalle illusioni prospettiche.
L`ascesa al Giovo comincia
con il sentiero n.529, che porta al Passo della Boccaia e poi al Colle Bruciata, per innestarsi infine sullo OO,
che conduce direttamente in vetta al Giovo. Il percorso poco faticoso lascia agio di guardarsi attorno: prima i
faggi con il sottobosco di mirtilli, poi un vallone glaciale disseminato di massi e di lastre levigate alle Fontanacce;
se la giornata è serena si avvista benissimo il profilo seghettato delle Alpi Apuane. Una croce sottolinea
la sommità del Giovo, non una cima aguzza ma quasi un pianoro che invita a proseguire, sbirciando nel vuoto
sottostante la progressiva apparizione del lago Santo e poi del lago Baccio.
Poco dopo, di colpo, il sentiero
s`interrompe con la ferrata della Grotta Rosa. La discesa lungo il cavo d`acciaio è di pochi metri,
ma sotto c`è un precipizio, davanti al quale ognuno deve fare i conti con le proprie forze. Superato il
passaggio, si scopre che la parete compatta visibile dal lago si articola poi in tante cime rocciose, su cui il
sentiero s`inerpica e discende in modo rapido, restando spesso esposto. Dopo alcuni di questi cocuzzoli, il sentiero
ritorna facile fino al Passetto (a poche centinaia di metri dalla vetta panoramica del monte Rondinaio), da cui il
sentiero n.523 porta al lago Baccio e poi al lago Santo.
In provincia di: modena
Inserito in: attrezzati, macchina, piedi,
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Commenti (1)
[1] Bello
Commento di: mia del 03-03-2010 alle 11:33
















